Uno schiaffo alla sete
È uscito sul numero di Dicembre 2009 di Cartabianca (periodico della Missione Betlemme Immensee) un mio articolo sulla attività di appoggio dei sistemi comunitari di distribuzione dell’acqua del sud di Cochabamba. Qui uno stralcio.
È quasi notte e all’orizzonte si vedono le luci di Cochabamba. I palazzi della zona nord, la più ricca, risplendono alle pendici del parco Tunari illuminato dalla luna piena. È sabato e l’Avenida America, il centro della ricca vita notturna di Cochabamba, è probabilmente già pieno di auto sportive che sfoggiano potenti impianti stereo. Osserviamo questo dal sud, dal Distrito 9, un’area del municipio di Cochabamba ancora fortemente agricola, con vasti campi e pascoli, dove si produce il latte che consuma quotidianamente la città. Nonostante siamo a pochi chilometri dal centro cittadino, attorno a noi ci sono solo campi e cicale. Con alcune persone di una cooperativa di distribuzione dell‘acqua, dopo avere terminato i lavori di ripristino che ci hanno impegnati tutto il giorno, stiamo «ch’allando» un pozzo. La «ch’alla» è un antico rito andino con il quale si ringrazia la Pacha Mama e si chiede il suo aiuto. Il rito consiste nello spargere al suolo piccole quantità di alcol o birra affinché la Madre Terra possa bere e in cambio offrire la sua benevolenza. Tra un bicchiere versato sul terreno e un auspicio che il pozzo produca molta acqua, gli amici Don René e Don Nicanór telefonano con il cellulare agli amici rimasti a casa per assicurarsi che l’acqua stia arrivando. A ogni risposta affermativa si lasciano andare in esclamazioni di gioia e ringraziamento, versando al suolo ancora un po’ di birra. È un miscuglio di modernità e tradizione: come spiega Don Nicanór, “nonostante sappiamo bene quanto la tecnologia la faccia da padrona, non è possibile iniziare un nuovo progetto senza l’appoggio della Madre Terra e senza condividere con amici e compañeros qualche bicchiere di birra”.
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