Finalmente, dopo qualche mese di riflessioni e dubbi, ci siamo messi all’opera per la costruzione di un freatimetro. Un freatimetro è un apparecchio semplice ma molto costoso (per lo meno qui) e serve per misurare la profonditrà dell’acqua nei pozzi. È lo strumento base per gestire i pozzi, paragonabile in qualche modo allo stetoscopio per i medici, e qui in Bolivia si trova con difficoltà ed a un prezzo fuori da ogni regola. L’idea era partita qualche mese fa quando iniziammo a realizzare il diagnostico dei pozzi delle cooperative del Sud di Cochabamba, dove ci rendemmo conto che non erano disponibili misure di livelli dell’acqua per la fondamentale mancanza di strumenti di misura. Fatto che ha delle conseguenze molto gravi, visto che sono all’ordine del giorno problemi prodotti dallo sfruttamento eccessivo degli acuiferi o dalla scelta di pompe non adatte.
Quasi tutti i pezzi del nostro freatimetro sono stati recuperati; solo i componenti elettrici sono stati acquistati. Il quadro elettrico ad esempio è contenuto in una scatola di margarina e il puntale è stato fatto con un pezzo di tondino per cemento armato recuperato nel cantiere vicino a casa. Volontariamente desideravamo utilizzare più possibile materiale di risulta per realizzare un oggetto che fosse riproducibile in qualsiasi paese medio della Bolivia.
Prossimamente verrà messo alla prova sula campo ed eventualmente perfezionato. Stiamo pensando anche di scrivere una guida che spieghi l’importanza del monitoraggio dei livelli delle falde, specie in contesti di forte sfruttamento. Le potenziali aplicazioni sono moltissime. Mi immagino ad esempio che importanza possa avere nell’altopiano potosino, dove grandi industrie miniere si trovano accanto a piccole comunità di allevatori di llamas que vivono dei loro piccoli pozzi que progressivamente si stanno seccando. Riuscire a organizzare una rete di monitoraggio gestita dalle stesse comunità permetterebbe di dimostare l’eventuale insostenibilità dello sfruttamento minerario ed obbligare le grandi industrie al rispetto delle risorse idriche sotterranee.
Il costo è solo il 4% di quelli di importazione. E si potrà abbassare ulteriormente!