El banco de sangre
Oggi siamo usciti dal lavoro un paio di ore prima per andare al “banco de sangre” rispondendo a una richiesta di una nostra amica, anche lei cooperante del Liechtenstein. In questi giorni una ragazza di Tarija (dipartimento che confina con l’Argentina) è ospite a casa sua con la sua famiglia perché deve subire un operazione al cuore in un ospedale di Cochabamba. Non conosciamo la storia di questa ragazza ma sappiamo che potrà essere operata grazie ad una ong che si è assunta parte dei costi e dopo aver fatto una raccolta fondi nella sua regione. Giovedì dovrebbe essere operata e quindi mancava solo “procurarsi” il sangue necessario. In Bolivia chi si occupa di procurare il prezioso liquido è il “banco de sangre” e qui le persone che necessitano o lo “acquistano” o danno in cambio altro sangue. Per questo siamo stati chiamati in causa per donare la “merce di scambio”. Ma in questo momento a Cochabamba scarseggia in maniera importante il tipo “0″ negativo, proprio il tipo di sangue che la ragazza necessita, e quindi solo chi aveva “0″ negativo poteva donare. Nessuno degli amici che hanno risposto alla richiesta hanno questo tipo di sangue e siamo rimasti impotenti davanti al Banco telefonando a qualsiasi persona che ci veniva in mente per chiedere sangue “0″ negativo…..nessuno! Alla fine la famiglia è andata alla ricerca di studenti brasiliani, popolazione che sembrerebbe avere una alta percentuale di questo tipo di sangue e noi siamo tornati a casa riflettendo a quanto è difficile e complicato vivere in questo paese.
Quando i militari Honduregni hanno abbattuto il governo democraticamente eletto di Manuel Zelaya 2 settimane orsono, i vertici della multinazionale delle banane “Chiquita” hanno probabilmente tirato un sospiro di sollievo.

Domenica 28 giugno l’Honduras si è risvegliato con il suo presidente democraticamente eletto esiliato, i soldati per le strade e un nuovo dittatore, Micheletti, eletto per alzata di mano dal parlamento. Ci uniamo al coro di tutti quelli che hanno condannato questo golpe di stato (in primis ONU, Unione Europea, Stati Uniti, Organizzazione degli Stati Americani) non perché appoggiamo il governo di Zelaya (che non conosciamo) ma perché appoggiamo i processi democratici. Allo stesso tempo ci scandalizziamo per la maniera di gestire le informazioni su quello che sta succedendo nel paese centro-americano da parte dei maggiori media europei, el País in testa.