Come depurare l’acqua senza usare tecnologia complessa e importata? E’ la domanda che da qualche giorno mi sto facendo, dovendo trovare delle soluzioni economiche e gestibili che consentano di rimuovere i metalli dall’acqua per uso umano e agricolo, magari a scala casalinga o in micro-comunità dove la tecnologia del primo mondo spesso crea più problemi che benefici. Come fare perché la tecnologia non sia un peso più che una opportunità? La risposta sta nella scelta della “Tecnologia Appropriata”.
Secondo il CEUTA (Centro Uruguayo de Tecnologías Apropiadas) “le tecnologie tengono come finalità la risoluzione dei problemi. Ma i problemi e le risorse disponibili per sviluppare le tecnologie non sono uguali ovunque e le maniere di fare sono distinte secondo le culture. Le tecnologie appropriate riconoscono questa diversità e per questo si sviluppano a partire dalle comunità e non da laboratori centralizzati; non hanno un proprietario, ma hanno beneficiari.
Le tecnologie appropriate riconoscono che la tecnologia non è neutra. Che, la tecnologia, è causa ed effetto di una certa cultura e pertanto può risolvere il problema secondo differenti maniere, differenti come sono le culture. [...] Suggeriscono la necessità di autodeterminazione, l’esistenza di modelli di sviluppo diverso, l’economia guidata dalle risorse e dai valori disponibili nell’ambiente e non guidata da domande esterne. Il suo sviluppo alimenta le identità locali e l’interculturalità basandosi sul rispetto.
Le tecnologie sono appropriate all’ambiente, allo scopo e alla gente. Per essere appropriate all’ambiente devono utilizzare risorse rinnovabili e non superare la capacità di sopportazione dell’ecosistema in cui si inseriscono. Per essere appropriate allo scopo devono risolvere il problema, produttivo o domestico, in maniera efficace, efficiente e generando ricchezza. Per essere appropriate alle persone, devono essere di basso costo, di facile utilizzo e manutenzione, facili da comprendere e riproducibili a scala locale.
[...] Le tecnologie appropriate non cercano di essere di ultima generazione, perché sostengono che la nostra generazione non è la ultima. Per questo dialogano e lavorano con le conoscenze tradizionali, i saperi popolari [...].
Le tecnologie appropriate sono tecnologie per la vita, non per l’accumulo di ricchezza, non per la concentrazione e non per la dominazione.“
Questo per introdurre a una nuova sezione di link sulle Tecnologia Appropriate nella pagina delle risorse.

Nell’immagine una bottiglia di plastica per lavarsi le mani, risparmiando acqua e riducendo la possibilità di contaminazione con batteri fecali. Con una bottiglia da 1,5 litri si possono lavare le mani, con un po di attenzione, fino a 15 persone, insaponando e sciacquando le mani. Al campo è costume lavarsi le mani in catini di acqua dove molte persone si lavano le mani: l’acqua spesso risulta sporca e può veicolare infezioni intestinali. Questa tecnologia, proposta da una ONG boliviana, consente di migliorare la salute con un investimento accessibile a tutte le famiglie.