A COCHABAMBA ME VOY

diario boliviano

Conferenze sui diritti delle donne

Filed under: Diario — Giacomo at 12:15 pm on Sunday, May 24, 2009

Nei prossimi giorni in Ticino e anche in altre località della Svizzera saranno organizzate delle conferenze sui diritti delle donne. A questi incontri parteciperanno Vanessa e Delia, due volontarie di Interagire in Bolivia, Nora, la loro controparte boliviana in visita per un interscambio di un mese, e Ximena, guatemalteca che ha lottano per anni nel paese centro americano in favore delle donne.

Qui di seguito le date e i luoghi delle conferenze:

24 maggio ore 17: conferenza al museo di Dazio Grande

26 maggio ore 19: conferenza presso la FAFT Sala San Rocco Lugano

9 giugno ore 17.30: conferenza presso la SUPSI Manno

Misicuni asicuni, Misicuni cusicuni

Filed under: Diario — Giacomo at 7:42 pm on Saturday, May 23, 2009

Sabato scorso, 16 Maggio 2009, a Cochabamba è stato firmato il tanto atteso contratto per la realizzazione del mitico progetto Misicuni.

Misicuni è il nome di un fiume e di una comunità che si trovano nella cordigliera del Tunari nel versante Nord, molto piovoso, che si affaccia verso le yungas di La Paz. Il progetto Misicuni, ideato negli anni 60, prevede la costruzione in varie fasi di una serie di opere tra le quali una diga di 85 m di altezza per la raccolta di acqua da destinare al Valle Central di Cochabamba. L’inizio dei lavori ha però dovuto aspettare fino al 1998, anno in cui vennero iniziati i lavori della prima fase (una presa di circa 500 l/s) che ha iniziato a fornire acqua alla città, seppure in quantità insufficiente a soddisfare tutte le richieste. Negli anni successivi il progetto è andato in stallo, le gare per gli appalti andate deserte, a causa dell’incremento dei costi dei materiali che non ha visto un progressivo aggiornamento del progetto. In questi anni di estenuante attesa è stato coniato un detto, “Misicuni asicuni”, che in lingua quechua significa “Misicuni, mi fa ridere”

“Misicuni cusicuni”. Nel 2008 finalmente il Governo di Evo Morales riprende in mano il progetto Misicuni intenzionato a completare l’opera. Vengono firmati decreti che autorizzano la società pubblica Misicuni (incaricata del progetto e dell’amministrazione esecutiva dell’opera) ad aggiornare i costi di esecuzione e a semplificare la modalità di aggiudicazione dell’appalto. Nel Dicembre 2008 il Governo Italiano reitera l’interesse a finanziare una parte dell’opera (25 milioni di euro, circa il 38% dell’importo totale), in cambio di una aggiudicazione dei lavori ad un consorzio italiano per almeno il 51%. Nel frattempo viene anche aggiornato il progetto che ora prevede l’ampliamento della diga fino a 120 m di altezza, collegata alla città con un tunnel di 19 km che servirà anche per produrre energia elettrica, per una potenza stimata di 210 gigawatt/anno. Il 22 Gennaio 2009 il consorzio capeggiato dalla società italiana Grandi Lavori Fincosit (51%), con partecipazioni colombiane (18%), venezuelane (16%) e boliviane (15%) si aggiudica la gara in quanto unico partecipante. Finalmente sabato scorso è stato firmato il contratto che aggiudica formalmente l’esecuzione dei lavori. Misicuni non è più “asicuni”, ora si può dire “Misicuni cusicuni”, che in quechua significa “mi rallegra”.

I quartieri del sud della città hanno accolto con feste la firma del contratto che, sulla carta, gli permetterà di ricevere acqua in quantità e di dimenticare i lunghi anni di lotta per l’aggiudicazione di pochi bidoni di acqua sporca. La gente che ha accolto la firma, nella piazza principale della città, era comunque meno delle attese. Forse, nonostante il nuovo detto appena coniato e pieno di ottimismo, “Misicuni cusicuni”, si rendono conto che l’acqua da sola non arriverà mai al sud della città, ma si dovrà posare i tubi e gli acquedotti che ancora mancano.

Misicuni cusicuni

Campagna “0 grados de violencia”!

Filed under: Diario — Francesca at 4:55 pm on Saturday, May 23, 2009

Durante questo mese di maggio, la associazione “educar es fiesta” sta portando avanti una campagna di sensibilizzazione sulla problematica della violenza nel barrio Uhpa Ushpa. Sono previste diverse attività, molte in collaborazione con la scuola René Barrientos con cui già lavoriamo. La maggior parte delle attività si svolgeranno nel barrio, ma alcune anche in altri luoghi della città.
Lunedì 11 e martedì 12 abbiamo iniziato con una sessione di video e marionette con la partecipazione di tutte le classi della scuola e i loro professori. In particolare abbiamo affrontato la tematica della violenza sessuale. E’ una tematica molto forte, ma trattarla attraversi i burattini ha permesso di parlarne anche ai più piccoli.
Lunedì 18 maggio invece, nell’ambito dell’inaugurazione dell’anno sportivo scolastico, è stata organizzata una mini maratona per i bambini e ragazzi della scuola. Hanno corso in più di 200 divisi in 4 categorie. La corsa è stata lo spunto per parlare del corpo e di come è importante mantenerlo in salute e difenderlo dalla violenza.
Venerdì 22, “compleanno” della scuola, abbiamo proposto una breve opera teatrale che tratta la tematica della violenza nei conflitti e della possibile soluzione attraverso la negoziazione, la ricerca di accordi.
L’ultima settimana di maggio sarà dedicata ad un corso di formazione della durata di tre giorni per tutte le persone e organizzazioni che lavorano nell’ambito educativo e sociale in relazione con bambini e adolescenti. Si toccherà il tema della “pedagogía de la ternura” (pedagogia della tenerezza) e della diminuzione del rischio di violenza all’interno d’istituzioni che lavorano con bambini e adolescenti.
Domenica 31 maggio infine, ci sarà una carovana che attraverserà tutto il barrio Ushpa Ushpa chiamando l’attenzione la popolazione su questa problematica, distribuendo un piccolo codice di condotta “para crear relaciones con ternura” e materiale con slogan contro la violenza. L’intento è di far riflettere la popolazione del barrio sull’attitudine sempre più aggressiva che si sta diffondendo. Nel pomeriggio ci sarà un piccolo festival artistico con teatro e musica. Durante questo mese abbiamo iniziato un ciclo di film nel circo “El Tapeque” intitolato “Cine de niños para adultos”. Abbiamo già proiettato “La tomba delle lucciole”, un cartone animato giapponese, forse il più bello che io abbia ma visto, ma allo stesso tempo molto duro (quasi tutti i presenti hanno versato qualche lacrima) ma lo consiglio vivamente, “Tutti i bambini invisibili”, 7 cortometraggi di registi famosi e non che hanno trattato la tematica dei bambini e giovani che subiscono diverse forme di violenza in diverse regioni del mondo, si è parlato di Africa, come di Sud America e di Europa (in particolare Italia e ex Iugoslavia).

Dengue

Filed under: Curiosità — Giacomo e Francesca at 1:24 pm on Saturday, May 23, 2009

Dengue

Por Allan Mcdonald. Presa QUI.

Comites de Agua

Filed under: Diario — Giacomo at 12:57 am on Friday, May 15, 2009

A Cochabamba, o meglio al centro ed al nord della città, il servizio dell’acqua potabile è gestito da Semapa, la azienda municipale, che seppur con grosse lacune riesce ad offrire un servizio sufficiente. Servizio che comunque non è male per chi l’acqua non la riceve, ovvero la maggior parte della popolazione di Cochabamba. I quartieri privi di acqua non sono molto lontani dal centro città; è sufficiente spostarsi di qualche chilometro a sud per accorgersi che i bidoni utilizzati per raccogliere l’acqua dai camion cisterna sono una realtà diffusa, per case e marciapiedi, e per i più fortunati sui tetti. Molti non sono neanche collegati con tubature alle case e la gente si serve semplicemente con dei secchi. Semapa, nonostante i molti soldi spesi, in parte ricevuti anche dalla cooperazione internazionale, non è mai arrivata al sud. Tutti i fondi destinati all’ampliamento delle reti sono sempre finiti prima che i lavori terminassero e comunque prima che l’acqua potesse scorrere nei tubi a dissetare i quartieri “marginalizzati” del sud.

Questa lacuna del servizio pubblico ha determinato la nascita dei “comites de agua”, piccole realtà di distribuzione “fai da te” dell’acqua. Sono associazioni, alcune legalmente costituite, altre informali, di vecinos (in sostanza comitati di quartiere) che per far fronte alle necessità si sono perforati i loro pozzi e si riforniscono di acqua autonomamente. Alcuni comitati raggruppano qualche decina di famiglie, per arrivare ad un massimo di mille, ovvero circa 5-6 mila persone. Gli affiliati ai comitati pagano le bollette dell’acqua secondo le norme che lo stesso comitato stabilisce. La struttura tariffaria è più flessibile di quella offerta (imposta?) da Semapa: spesso per alcune famiglie il pagamento della bolletta è difficoltoso; il comitato, conoscendo la realtà famigliare, può permettere ritardi nel pagamento o talvolta l’esenzione, senza necessariamente tagliare il servizio. Nelle aree servite da Semapa invece, il ritardo del pagamento provoca il blocco del contatore, il cui sblocco spesso costa ben più delle bollette arretrate.

Analisi dell'acqua in un comitè de agua (Barrio Bolivar)

Come è immaginabile, visto il contesto in cui operano i “comitati di acqua”, le difficoltà tecniche e gestionali non mancano, specie relative alla gestione qualitativa e quantitativa delle risorse sotterranee. Il progetto in cui sto collaborando ha come scopo l’appoggio di queste piccole realtà nello studio della qualità dell’acqua che viene distribuita. Le poche analisi chimiche, precedentemente effettuate, hanno evidenziato la presenza di contaminazioni da metalli oltre che da composti prodotti dalle scarse condizioni sanitarie. Lo scopo dello studio è quello di valutare lo stato attuale delle acque sotterranee per proporre politiche e pratiche per la corretta gestione del territorio e delle risorse idriche. Il lavoro viene svolto visitando i comitati per raccogliere informazioni tecniche sulle opere di captazione e per prelevare campioni di acqua. Uno degli ultimi quartieri visitati si chiama K’ara K’ara e si trova a valle della discarica di Cochabamba, costruita in violazione a numerose norme ambientali che nonostante tutto esistono. Il comitato da anni chiede invano la chiusura della discarica o almeno la sua messa in sicurezza. Durante la visita l’apprensione di chi vive all’ombra del mostro ecologico si poteva quasi toccare. Sono costretti a servirsi di un’acqua che non potrebbe essere chiamata cosi, con la paura che questo possa ripercuotersi sulla salute di loro e dei loro figli. Le parole scambiate con queste persone, tenaci nel lottare contro l’immobile e inetto potere dell’Alcaldia di Cochabamba, motiva nel continuare a lavorare al loro fianco, perché l’accesso all’acqua, di qualità, diventi veramente un diritto.