A COCHABAMBA ME VOY

diario boliviano

Appoggio scolastico a Ushpa Ushpa

Filed under: Diario — Francesca at 12:16 am on Tuesday, April 28, 2009

Sono oramai tre settimane che ho iniziato la mia esperienza con “educar es fiesta” e quasi tutti i giorni mi reco al barrio Ushpa Ushpa (che si trova a circa una decina di chilometri dal centro della città) per seguire le attività che si svolgono con i bambini della scuola dove è installata la tenda del progetto. Per ora collaboro soprattutto nell’ambito dell’appoggio scolastico. I bambini che partecipano a questa attività sono inviati dai maestri della scuola, i quali hanno riscontrano in loro problemi d’apprendimento. Tre pomeriggi a settimana sono dedicati all’appoggio scolastico, uno a corsi di musica, teatro e circo e uno è concepito come uno spazio di discussione su diverse tematiche.
La realtà scolastica che ho incontrato in questo quartiere periferico è molto dura. Il livello scolastico medio dei ragazzi è molto basso e la violenza dei maestri nei confronti dei bambini e adolescenti è molto diffusa (si viene castigati con punizioni che forse hanno conosciuto i nostri genitori, come restare in piedi diverso tempo con le braccia alzate, bacchettate, ecc).
L’altro giorno ho lavorato con una bambina che frequenta la quarta primaria (l’equivalente della nostra quarta elementare) che aveva dei compiti di matematica con dei problemi da risolvere. Quando le ho chiesto di spiegarmi il problema, mi ha fatto capire che non sapeva leggere e che non aveva molta dimestichezza con i numeri, addirittura non riconosceva il segno “=”. Ho quindi ricominciato a spiegargli da capo la matematica, iniziando dai numeri dal uno al dieci e lavorando con piccoli calcoli eseguiti con l’aiuto di un abaco. Alla fine però la preoccupazione della bambina era di finire i compiti che gli erano stati assegnati per evitare di essere punita. La mia collega è andata a parlare con il suo maestro che le ha spiegato come non possa fare delle differenze o preferenze tra i suoi allievi nell’assegnazione dei compiti. Vi assicuro che non è l’unica che riceve compiti che non è in grado di affrontare nemmeno lontanamente. La grande domanda ora è: ci sono dei problemi cognitivi tanto grandi da aver impedito a questa bambina durante 4 anni di scuola di apprendere minimamente a leggere, oppure siamo di fronte a una delle tante “dimenticanze” della scuola boliviana?
Un altro aspetto scioccante di questo mio primo contatto con i ragazzi di Ushpa Ushpa è conoscere le loro storie di vita. In questo quartiere, come in gran parte della Bolivia, si sta vivendo una migrazione per lavoro verso l’estero molto forte, non solo Europa ma soprattutto Argentina. I genitori che decidono di emigrare in cerca di fortuna, affidano i loro bambini a nonni, zii o vicini e per molti anni, a parte qualche telefonata, la relazione si interrompe. Le conseguenze di questi abbandoni sono ben visibili nell’apprendimento scolastico e nel comportamento anche molto aggressivo di alcuni bambini o al contrario di alcuni completamente passivi. In Bolivia sta crescendo una generazione di figli senza genitori e le conseguenze sociali di questo processo non si conoscono ancora.

Legge elettorale

Filed under: Diario, Notizie — Francesca at 3:25 pm on Friday, April 17, 2009

Ancora una volta la democrazia Boliviana è riuscita ad uscire da una difficile situazione politica. Martedì, dopo lunghe giornate contraddistinte da scioperi della fame presidenziali, abbondo dell’aula parlamentare da parte dell’opposizione, scontri verbali volgari, pressioni anche aggressive da parte dei movimenti sociali e una grande attesa da parte della popolazione, si è finalmente raggiunto un accordo per la legge elettorale di transizione che porterà alle elezioni presidenziali di dicembre. L’accordo non è scaturito tanto dalla pressione dello sciopero della fame del presidente Evo Morales, quanto dagli accorgimenti alla legge proposta dal partito di maggioranza. Il governo ha dovuto cedere in particolare su due richieste dell’opposizione: la diminuzione delle poltrone parlamentari riservate alle minoranze indigene e la elaborazione di un nuovo censimento politico per permettere di avere un nuovo corpo elettorale epurato da iscrizioni multiple.

Ambe due le parti in conflitto, i deputati del partito al governo e la destra considerata neoliberale, hanno festeggiato. L’opposizione perché è riuscita a integrare nella nuova legge le sue richieste e gli appartenenti al partito di governo perché affermano che la vera intenzione della destra era di non permettere l’elaborazione di questa legge e quindi di non permettere le elezioni di dicembre.

Sinceramente ci è molto difficile commentare questo accordo, le uniche cose che ci sentiamo di dire è che ancora una volta, nonostante la pesante crisi politica e le conseguenze gravi che si prospettavano per un fracasso del legislativo, la Bolivia democratica è arrivata ad un accordo e soprattutto che in questo paese non decide più una élite ma le decisioni sono frutto di una negoziazione tra parti.

Grupo 5, “Te vas”

Filed under: Diario, Videoblog — Giacomo e Francesca at 9:27 pm on Sunday, April 12, 2009

Il gruppo che compare in questo video è peruviano, ma riscuote molti successi anche qui in Bolivia. Da quando siamo arrivati, quindi ormai da 7 mesi, la scoltiamo giornalmente sui taxi trufi, nei locali o alla radio. È un tormentone che, in fondo, ormai piace anche a noi tanto che ci accorgiamo di canticchiarla senza pensarci. Nulla di che, ma nel video si possono apprezzare molti aspetti comuni della musica “leggera” boliviana. Balletti di signori attempati in completo da banchiere, vocine spacca timpani e molto play back. Ci è già capitato di vedere scene come quella del video passeggiando per i parchi cittadini, con gruppi in assoluto silenzio che fingono di suonare sopra la registrazione, compresi i ciclisti che si fermano a curiosare. Manco a dirlo, il tema della canzone è l’amore.

El Tapeque

Filed under: Diario, Notizie — Francesca at 2:54 pm on Thursday, April 9, 2009

Il Tapeque, in lingua Guaraní, è la sacca che usano in particolare i bambini per portare la merenda della giornata. Da venerdì scorso è anche il nome della tenda del circo che l’associazione “Educar es fiesta” ha allestito qui in città a Cochabamba. Questa tenda non è un semplice circo, ma è uno spazio permanente dove si svolgeranno i corsi di teatro, giocoleria, musica per bambini giovani e adolescenti che “Educar es fiesta”organizza già in altri luoghi della città, spettacoli e manifestazioni di vario genere. Inoltre sarà a disposizione di chiunque abbia bisogno di un luogo dove proporre attività culturali.

I corsi che “Educar es fiesta” organizza non sono semplici momenti dove apprendere l’arte circense o del teatro o della musica, ma sono progetti pedagogici che in particolare vogliono aiutare ragazzi che hanno subito violenze di diverso tipo a ritrovare il piacere della vita.

Le foto che seguono sono state realizzate venerdì 3 aprile durante la serata inaugurale del Tapeque. Vari artisti professionisti, anche internazionali, si sono esibiti, ma non solo. Hanno partecipato allo spettacolo varie associazioni della città (di ginnastica, balletto e teatro) e soprattutto hanno mostrato le loro abilità alcuni dei ragazzi che seguono da tempo i taller di “Educar es fiesta”. Tra questi c’era anche un giovane artista, che in questo momento sta seguendo la scuola di teatro a Santa Cruz, che è stato uno dei primi ragazzi ad essere coinvolto, dieci anni fa, nelle attività di Edson Quezada, il direttore dell’associazione. Raimondo era un bambino che lavorava al cimitero di Cochabamba insieme a molti altri. Questi bambini e giovani si mettono a disposizione della gente che visita il cimitero per svolgere piccole attività in cambio di poche monete. Grazie a “Educar es fiesta”, Ray ha trovato un’opportunità per uscire dalla strada ed essere un uomo felice.