A COCHABAMBA ME VOY

diario boliviano

Referendum per la Nuova Costituzione Politica dello Stato

Filed under: Diario — Giacomo at 11:04 pm on Tuesday, December 16, 2008

Il 25 gennaio 2009 il popolo boliviano sarà chiamato a votare per il referendum approvatorio della Nuova Costituzione Politica dello Stato.
Dire che questa proposta costituzionale ha avuto una vita molto travagliata è un eufemismo…
Uno degli obiettivi di governo del presidente Evo Morales, che è stato eletto il 18 dicembre 2005 dal 54% dei votanti, era proprio quello di modificare la Costituzione ed è a questo scopo che il 2 luglio 2006 viene indetto un referendum per creare un’assemblea costituente con il compito di scrivere la nuova Carta Magna del Paese.
Questa assemblea ha avuto un lavoro difficile, dovuta in particolare al boicottaggio dell’opposizione oligarca che ha sede a Santa Cruz. Queste difficoltà hanno obbligato l’assemblea a cambiare sede, non più quindi Sucre dove era diventato impossibile riunirsi, ma Oruro. Il 30 novembre 2007, l’assemblea vota finalmente con la maggioranza dei 2/3 il nuovo testo costituzionale.
Dopo le vicende violente di settembre, quando gruppi di cittadini dei quattro dipartimenti con a capo prefetti oppositori al governo hanno preso d’assalto vari uffici pubblici e occupato, anche danneggiando (con danni di diversi milioni), diverse postazioni della centrale di distribuzione del gas, il governo si è riunito con i prefetti oppositori per trovare un accordo sul nuovo testo costituzionale, in particolare per quanto riguardava la questione dell’autonomia dipartimentale e la destinazione dei ricavati delle risorse naturali, di cui i quattro dipartimenti denominati “de la media luna” (Santa Cruz, Beni, Pando, Tarija ) sono ricchi.
Non si giunge alla firma di un accordo, ma le proposte dei gruppi di lavoro sulle due questioni trattate vengono incluse nella proposta costituzionale.
Durante il mese di novembre le camere si ritrovano a La Paz e l’obiettivo del governo è che il parlamento finalmente promulghi la legge per chiamare alle urne la popolazione per approvare in un referendum il nuovo testo. La questione si fa complicata perché l’opposizione non vuole firmare per vari motivi legati agli articoli sulla terra, sulla giustizia e altri. I movimenti sociali, in particolare campesinos, organizzano, con grande appoggio del governo, una marcia verso La Paz durata una settimana e terminata martedì 21 ottobre quando in varie centinaia di migliaia di persone si sono ritrovate in piazza di fronte al parlamento esigendo la legge. Alla fine si giunge ad un accordo che permette la firma della legge da parte del presidente e la definizione della data del 25 gennaio per il referendum. Il governo festeggia con i suoi ma gli accordi sulla questione della terra non sono del tutto favorevoli ai campesinos, almeno così ci sembra. A nostro parere la modifica avvenuta con l’aggiunta di un articolo (art:399) non modificherà la situazione della proprietà della terra. La prima versione della costituzione proibiva il latifondo, definendo quest’ultimo come: “il mantenere terre improduttive; avere terre che non compiono funzione economica sociale”; sfruttare la terra applicando un sistema di servitù, di semi schiavitù o schiavitù nella relazione lavorativa; avere terre che superino la superficie massima (ancora da stabilire se 5′000 o 10′000 ettari). L’articolo che segue quest’ultimo però stabilisce che i nuovi limiti della proprietà agraria si applicheranno ai terreni che si acquisteranno posteriormente all’entrata in vigore di questa costituzione. In pratica se si è proprietari di terreni più grandi di 10′000 o 5′000 ettari, e in Bolivia ce ne sono, che sono coltivati e compiono funzione economica e sociale non si subirà nessun esproprio….la popolazione che sperava in una ridistribuzione più equa della terra dovrà aspettare ancora un po` per veder realizzato questo sogno.
Questa nostra critica non vuole però sminuire gli aspetti importanti e validi che questa costituzione contiene. Per esempio gli articoli che promuovono la difesa dei diritti umani (e in particolare quelli delle donne); gli articoli che si concentrano sui diritti dei popoli indigeni, (garantendo loro un riconoscimento che fino ad ora non c’era e una loro identità culturale), la titolazione comunitaria della terra e un intento di autonomia. Un altro aspetto importante è costituito dagli articoli che definiscono le differenti autonomie territoriali, dipartimentali, regionali, municipali e indigene. Queste decentralizzazioni dovranno permettere una miglior gestione del territorio.
Tutto questo ed altro ancora entrerà in vigore il 25 di gennaio se la popolazione accetterà la nuova costituzione.
Anche il CESAT partecipa a questo processo, in particolare con la socializzazione della nuova proposta costituzionale nel Cono Sur attraverso corsi e programmi radiofonici che presentano il nuovo testo. Inoltre, attraverso uno dei suoi progetti dedicati alle donne, finanziato da UNIFEM (programma della ONU per le donne), si cercherà di elaborare delle proposte di legge relative ad articoli che sono vicini alla realtà della “mujer campesina”. Questi articoli saranno poi proposti ai legislatori, in particolare alle deputate del sindacato Bartolina Sisa.
Qua sotto potete vedere alcune foto del primo corso organizzato per questo scopo con alcune partecipanti e anche le foto delle colleghe di Francesca che registrano i gingles radiofonici.
Per chi volesse informarsi maggiormente sulla nuova costituzione e le modifiche decise nel parlamento ecco il sito internet della “Representación Presidencial para la Asamblea Constituyente” che si occupa della socializzazione della nuova Carta Magna http://www.repac.org.bo.

Commissione UNASUR: a Pando fu massacro

Filed under: Notizie — Giacomo at 12:00 pm on Friday, December 12, 2008

Di Annalisa Melandri

“L’Unione delle Nazioni Sudamericane (UNASUR) ha presentato il 3 dicembre il suo rapporto sugli scontri avvenuti a Pando in Bolivia lo scorso mese di settembre, dove almeno 30 persone furono uccise e dove si registrarono numerosi feriti e casi di persone scomparse a causa della violenza dei gruppi di separatisti legati all’ex prefetto Leopoldo Fernández, attualmente in carcere a La Paz con l’accusa di omicidio, terrorismo e associazione a delinquere.”

Leggi tutto sul sito www.annalisamelandri.it

Pijchar

Filed under: Diario — Giacomo at 12:38 pm on Thursday, December 11, 2008

Recentemente il senatore Lino Villaca ha dichiarato che chiederà al Governo Boliviano di inserire nella nuova costituzione (in votazione il prossimo 25 Gennaio) un aumento delle superfici coltivate legalmente a Coca, già previste in quantità di 20 mila ha, a 30 mila ha, per fare fronte alle esportazioni di coca in foglie verso Stati Uniti, Europa e Cina. L’esponente del MAS dice che (testuali parole) “la coca deve essere esportata come tutto, i gringo devono pijchar [masticare] coca, come cinesi e russi; se venderemo a tutto il mondo non sappiamo se 30 mila ha sono sufficienti, ma è meglio iniziare a piantumare quelli“. Non so se comparirà mai sugli scaffali dei supermercati europei, ma vi assicuro che sarebbe un buon metodo per resistere allo stress dell’ufficio…

Tesoro Inca

Filed under: Diario — Giacomo at 12:34 pm on Thursday, December 11, 2008

Questa mattina ho trovato un conduttore del taxi collettivo che mi porta al lavoro che aveva voglia di parlare, forse incentivato dalla strana assenza di clienti. Si è informato di chi fossi e da dove venissi. Come ha capito che la mia professione aveva qualcosa a che fare con la terra, ha iniziato a propormi un grande affare. Una premessa: ho notato che quando si parla con un geologo frequentemente molte persone si sentono autorizzate ad esporre la propria teoria, dalla presenza di laghi sotterranei, ad origini quantomeno improbabili dell’acqua o… di tutto e di più, in Italia come qui! Non so se succeda anche con altre professioni, ma a me capita spesso di disquisire (simpaticamente, intendo sottolineare) delle più grandi leggende della Terra con gente che frequentemente confonde la geologia, con l’archeologia, o l’antropologia, ma anche l’astrologia. Ebbene, a quanto mi raccontava, vicino a La Paz ci sarebbe un grande tesoro Inca sepolto. L’uomo che mi parlava conosce il luogo ed è in possesso di antiche mappe e scritti, ma bisogna individuare il tesoro esattamente. Il punto è che bisogna recuperare, a quanto mi diceva, un “detector de oro” che qui non si trova. Se riuscissi a recuperarlo, e conseguentemente a trovare il tesoro, mi promette il 50% della rendita. Dunque, chi ne possiede uno? Avanti con le offerte! Posso cedere il 50% della mia parte!

Iniziativa Natalizia

Filed under: Diario — Giacomo at 10:00 pm on Sunday, December 7, 2008

Cari amici, ci permettiamo di avvisarvi che per tutto il mese di dicembre, presso il salone da parrucchiere Hair Studio Montagnani in via Molinazzo 4° a Lugano Cassarate, ci sarà una iniziattiva che andrà a nostro favore: per ogni cliente che andrà a farsi bello/a, un franco sarà destinato a Inter-Agire per sostenere il nostro progetto.
Qui sotto potete vedere la decorazione che informa dell’iniziativa e del nostro progetto.
Se non avete ancora deciso dove farvi la messa in piega per le prossime feste …. pensateci!

Dai batteri, infermità e vita

Filed under: Diario — Giacomo at 4:11 pm on Tuesday, December 2, 2008

Sto finalmente iniziando a lavorare sul tema a me più caro: l’acqua . Approfittando del tempo abbastanza libero, sto elaborando dei documenti illustrativi sulla tematica dell’accesso all’acqua “pulita”.
L’idea è nata in ufficio, chiacchierando con i colleghi sulle statistiche che indicano che, nelle aree rurali, la maggior parte dei bambini (90% stimato) soffre per più di 3 volte all’anno di dissenterie gravi prodotte da infezioni veicolate dall’acqua. La malattia obbliga il bambino ad assentarsi da scuola per qualche giorno per permettergli di ristabilirsi, con tempi di ripresa che spesso sono molto lunghi, specie per i bambini delle famiglie che hanno minore possibilità di accesso a cure e buona alimentazione. Questa situazione, molto ben presentata da uno studio dell’IRC (International Water and Sanitation Centre), produce gravi danni ai bambini in quanto li conduce a situazioni di vita svantaggiate. Tralasciando tutti i gravi problemi medici che possono nascere da frequenti infezioni, è dimostrato che i bambini che non hanno accesso a fonti qualificate di acqua, subiscono ritardi scolastici che, a loro volta, determinano una cattiva formazione e molto probabilmente una situazione lavorativa svantaggiata. La formula è semplice: acqua inquinata = cattiva salute = esclusione sociale!. E’ una “predeterminazione” crudele, dimostrata dai numeri.
Al campo la ricerca ed il trasporto dell’acqua è una mansione delle donne. Ci sono alcune comunità particolarmente “sfortunate” dove per poter avere acqua le donne sono costrette ogni giorno a pesanti camminate anche di 5-10 km. Questo per recuperare acqua che molto spesso non è potabile. I comuni assistiti in questi anni da CESAT hanno almeno la fortuna di avere acqua vicino a casa. Nelle comunità dove sono stati costruiti atajados per la raccolta dell’acqua piovana, sono stati installati impianti di distribuzione per irrigare i campi, ma la gente, comprensibilmente, approfitta della comodità per servirsene. Non sempre l’acqua viene bollita e, considerando che spesso nei bacini si servono anche gli animali al pascolo, le infezioni intestinali sono molto frequenti, aggravate sensibilmente dalla presenza costante di torbiditá nell’acqua.
Stiamo provando a proporre dei filtri in grado di rimuovere quasi la totalità di virus, batteri e parassiti dall’acqua sfruttando le capacità depurative dei… batteri. Il materiale che produrremo sarà mostrato nelle comunità rurali assistite per valutare se la tecnica proposta viene accettata dai possibili utilizzatori.
In un ottica “europea” potrà sembrare strano, ma non è garantito che i potenziali utenti accettino il progetto. Perché un progetto come questo, che comporta un cambio delle abitudini (anche se a favore della sicurezza) possa funzionare è fondamentale che ci sia una richiesta diretta da parte delle comunità. Non basta quindi che i tecnici ritengano necessario un intervento. Per poter far partire ogni progetto bisogna andare nelle comunità, presentare la proposta ed aspettare che gli eventuali interessati si facciano avanti. In caso di risposta positiva si pianificheranno i corsi di capacitazione per la costruzione e, soprattutto, per l’uso corretto dei filtri. Solo alla fine del lungo processo partecipativo, si potrà partire con la costruzione e l’installazione dei filtri.