Dopo quattro giorni dall’arrivo nella città di Cochabamba ecco le prime notizie.Dal nostro arrivo, giovedì 9, e per le prossime tre settimane, frequenteremo la scuola Runa Wasi (che in lingua quechua significa “casa della gente”) mentre saremo ospiti di una famiglia locale.
I corsi di spagnolo e quechua sono già iniziati. La prima mattina è stata molto faticosa e tornare sui banchi con il quaderno e la penna è quantomeno strano. Le lezioni sono individuali e quindi non c’è possibilità di dormire in fondo alla classe. Non rimane che bere al mattino tanto mate di coca.
La famiglia che ci ospita è molto gentile e disponibile. Durante i pasti ci sono grandi chiacchierate sui costumi e sul contesto sociopolitico della Bolivia, ma anche sulla realtà europea. Il capo famiglia è un professore universitario di sociologia ed è molto interessante ed aperto alla discussione. Per quanto riguarda l’aspetto culinario, fondamentale in ogni viaggio per la conoscenza della cultura del paese, stiamo facendo indigestione di zuppe e di succhi di frutta. Ogni pasto a casa inizia con una minestra ed il cibo è accompagnato sempre da ottimi succhi di frutta fresca (a parte quello di sesamo decisamente bizzarro).
Abbiamo iniziato inoltre a scoprire la città di Cochabamba e come spesso accade nei paesi del Sud … è pericolosissimo attraversare la strada! Altro aspetto che colpisce è la quantità di cavi e fili elettrici che avvolgono le case e percorrono le strade. In tutta la città sono numerose le donne che vestono i costumi tradizionali e che gestiscono piccoli banchi dive si può comperare di tutto. I muri della città testimoniano i movimenti e i subbugli politici e sociali in atto con graffiti e motti (a breve una galleria fotografica?).
Gli spostamenti si svolgono principalmente in tre maniere: ci sono i “bus”, molto colorati, appariscenti e lenti; ci sono i “taxi trufi”, auto (molte delle quali modificate per contenere il maggior numero di persone) che seguono un percorso definito e decisamente più rapide dei bus; infine ci sono i comuni taxi che sono il mezzo più costoso.
Settimana prossima incontreremo la folta comunità ticinese presente nella città, composta da sette persone compresi noi ed Alessandra, che dovrebbe arrivare tra qualche giorno. Sicuramente gli esponenti più vecchi sapranno introdurci al meglio alla città e alle sue opportunità.
Finalmente martedì conosceremo l’associazione con la quale collaboreremo (CESAT). Alcuni collaboratori li abbiamo già incontrati all’aeroporto al nostro arrivo e ci sono sembrati entusiasti di noi, speriamo di essere all’altezza delle aspettative! Da buoni svizzeri (o quasi…) già sentiamo il bisogno di produrre e per questo non vediamo l’ora di iniziare il lavoro.
A breve le prime foto della città!