Domenica 25 gennaio si svolgerà il Referendum per approvare la Nuova Costituzione Politica dello Stato Boliviano. Anche se i sondaggi danno per vincente il SI, la campagna politica è molto intensa e a tratti anche aggressiva, ci sono stati degli scontri violenti anche a La Paz nella Plaza Murillo (piazza principale dove ha sede il governo e il parlamento). I fautori del NO sono capeggiati dai Prefetti oppositori al governo (di solo 4 dipartimenti su 9 e non più di 5, visto che il prefetto di Pando è stato incarcerato con l’accusa di avere organizzato gli scontri avvenuti nel settembre 2008 a Pando, durante i quali morirono circa 30 campesinos. Sono inoltre contrarie diverse categorie di professionisti. Mentre per il SI stanno lavorando quasi tutto il settore campesino e una parte della classe media, anche se una parte della “borghesia” negli ultimi mesi sembrerebbe abbandonare il progetto del cambio proposto dal governo di Evo Morales.
Gli articoli che sono prevalentemente al centro delle discussioni sono quelli relativi alla questione territoriale, alla materia economica, ai proventi derivanti dallo sfruttamento degli idrocarburi, e alla questione delle autonomie. In materia economica gli oppositori vedono nella riforma un eccessiva presenza statale, che limiterebbe, a quanto sostengono, la competitività delle aziende e gli investimenti esteri. Per quanto riguarda i proventi derivanti dallo sfruttamento degli idrocarburi (l’imposta IDH, già oggetto degli discussioni tra il Governo e i Prefetti oppositori del cambio) il nocciolo della questione ruota attorno alla gestione dei fondi, ovvero se questa debba essere statale o dipartimentale. Anche le autonomie sono intensamente dibattute: la proposta costituzionale prevede autonomie dipartimentali, municipali, regionali e indigene. Gli oppositori vedono in questa proposta un rischio di ingovernabilità e una falsa decentralizzazione che produrrà, dicono, un aumento delle tasse per la popolazione visto che le autonomie avranno diritto e dovere di autofinanziarsi.
Altri articoli in questioni sono quelli legati alla laicità dello stato: nel testo attuale di dichiara la libertà di religione, specificando però che lo Stato è cattolico. Il nuovo testo invece si limiterà a definire la Bolivia come uno stato laico con libertà di culto.
Ci sono degli aspetti interessanti anche da raccontare sui divieti che vengono messi in vigore ogni qual volta c’è una votazione nel Paese: sarà proibito vendere alcolici a partire da 24 ore prima del voto durante tutta la giornata di domenica 25 (giorno di votazioni) fino a 12 ore dalla chiusura delle urne (verso le 17.00/18.00); inoltre per tutta la giornata del voto sarà proibita la mobilità su mezzi con motore… l’idea è di andare in giro per la città in bici per vedere che succederà in città durante questa domenica tanto attesa.

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