A COCHABAMBA ME VOY

diario boliviano

Bollettino EducArte n. 2

Filed under: Cultura, Diario — Francesca at 11:49 am on Sunday, January 24, 2010

Con un po di ritardo… pubblichiamo la traduzione del bollettino EducArte n. 2 (…di Novembre 2009).  Buona lettura. Cliccate sull’immagine per scaricarlo in pdf.

InterAgire compie 40 anni

Filed under: Diario — Giacomo at 10:44 pm on Thursday, January 14, 2010

InterAgire quest’anno compie 40 anni di attività e più di 120 volontari inviati. Tra le attività programmate per festeggiare questo importante evento, la RSI (Televisione della Svizzera Italiana) ha realizzato un ottimo documentario che presenta con chiarezza la visione e la modalità di azione di InterAgire, intervistando volontari e presentando progetti.

Vi consigliamo di dargli un occhio. Si può vedere il servizio completo sul sito della trasmissione “Svizzera e dintorni” a questo LINK. Buona visione.

Uno schiaffo alla sete

Filed under: Diario — Giacomo at 10:27 am on Tuesday, January 12, 2010

È uscito sul numero di Dicembre 2009 di Cartabianca (periodico della Missione Betlemme Immensee) un mio articolo sulla attività di appoggio dei sistemi comunitari di distribuzione dell’acqua del sud di Cochabamba. Qui uno stralcio.

È quasi notte e all’orizzonte si vedono le luci di Cochabamba. I palazzi della zona nord, la più ricca, risplendono alle pendici del parco Tunari illuminato dalla luna piena. È sabato e l’Avenida America, il centro della ricca vita notturna di Cochabamba, è probabilmente già pieno di auto sportive che sfoggiano potenti impianti stereo. Osserviamo questo dal sud, dal Distrito 9, un’area del municipio di Cochabamba ancora fortemente agricola, con vasti campi e pascoli, dove si produce il latte che consuma quotidianamente la città. Nonostante siamo a pochi chilometri dal centro cittadino, attorno a noi ci sono solo campi e cicale. Con alcune persone di una cooperativa di distribuzione dell‘acqua, dopo avere terminato i lavori di ripristino che ci hanno impegnati tutto il giorno, stiamo «ch’allando» un pozzo. La «ch’alla» è un antico rito andino con il quale si ringrazia la Pacha Mama e si chiede il suo aiuto. Il rito consiste nello spargere al suolo piccole quantità di alcol o birra affinché la Madre Terra possa bere e in cambio offrire la sua benevolenza. Tra un bicchiere versato sul terreno e un auspicio che il pozzo produca molta acqua, gli amici Don René e Don Nicanór telefonano con il cellulare agli amici rimasti a casa per assicurarsi che l’acqua stia arrivando. A ogni risposta affermativa si lasciano andare in esclamazioni di gioia e ringraziamento, versando al suolo ancora un po’ di birra. È un miscuglio di modernità e tradizione: come spiega Don Nicanór, “nonostante sappiamo bene quanto la tecnologia la faccia da padrona, non è possibile iniziare un nuovo progetto senza l’appoggio della Madre Terra e senza condividere con amici e compañeros qualche bicchiere di birra”.

Visita il sito di CARTABIANCA, o leggi l’articolo completo in formato PDF.

Anno nuovo

Filed under: Diario — Giacomo e Francesca at 5:22 pm on Sunday, January 10, 2010

“Che l’anno nuovo porti felicità a tutta l’umanità!”

“Per questo deve cambiare il sistema, non l’anno.”

Por Eneko. Presa da QUI.

WASYTUKUYPAJ, ovvero la casa di tutti

Filed under: Diario — Giacomo at 5:17 pm on Sunday, December 13, 2009

Martedì 8 dicembre abbiamo inaugurato a Ushpa Ushpa la “Casa de Cultura Comunitaria” o, come hanno deciso di chiamarla i ragazzi che la frequenteranno, “Wasytukuypaj”, che in quechua significa “Casa di Tutti”.
Molti genitori sono venuti, come alcuni responsabili di altre ONG che lavorano nella zona e il presidente del barrio Los Angeles, molto interessato a collaborare con “educar es fiesta” per promuovere attività educative e artistiche nel suo quartiere.
Per arrivare a questo pomeriggio di festa abbiamo lavorato molto e in questi giorni, insieme a tanti ragazzi, ho imparato a smontare e rimontare una tenda gigante, istallare una pompa per avere acqua nei rubinetti, costruire bagni ecologici. Senza dimenticare la pulizia del terreno attorno alla casa e la decorazione degli gli spazi con materiale che mostrasse le attività svolte per accogliere i visitatori.
Per inaugurare come si deve il nuovo spazio non poteva mancare la k’oa dove abbiamo tutti chiesto alla Pachamama di aiutarci nel buon funzionamento della casa con la collaborazione di tutti: bambini, ragazzi, genitori, dirigenti e naturalmente l’equipe di “educar es fiesta”.
Questa casa vuole essere un luogo dove i bambini, le bambine e gli adolescenti della zona possano incontrarsi, discutere, giocare, imparare, proporre, organizzare e naturalmente godere di attività artistiche e educative. Con l’obiettivo che nei prossimi anni la stessa comunità si appropri della proposta e possa farla funzionare senza la nostra presenza costante.

Calendario InterAgire 2010

Filed under: Notizie — Giacomo e Francesca at 9:00 am on Sunday, December 13, 2009

Per festeggiare i 40 anni di attività di Inter-Agire, quest’anno è stato prodotto un calendario che ricorda la storia dei volontari inviati ed illustra i progetti attualmente attivi. I vari mesi del calendario riportano le numerose foto scattate da tutti i volontari con le descrizioni dei progetti. Uno sforzo non indifferente con il quale si vuole festeggiare il compleanno di InterAgire e raccogliere fondi per la continuazione delle sue importanti attività.

copertina calendario 2010

Il calendario sarà in vendita a 15 Fr (10 €) e servirà per finanziare i nostri progetti e permettere a Inter-Agire di continuare inviare volontari.

Chi lo desiderasse si può rivolgere diretamente a noi (via e-mail) o contattare i nostri genitori che si occuperanno gentilmente di distribuirlo (grazie in anticipo!).

Studio sulla qualità delle acque sotterranee del Sud di Cochabamba

Filed under: Diario — Giacomo at 11:35 pm on Tuesday, December 8, 2009

caratula diagnosticoLo studio effettuato con Agua Sustentable sullo stato qualitativo delle risorse idriche sotterranee di Cochabamba è arrivato ad una prima fase. Il bilancio fino ad ora è stato positivo. Nonostante sia solo un primissimo studio utile più che altro per definire delle priorità di indagine, ha già prodotto alcuni risultati, alimentando riflessioni e discussioni. Chi lo volesse leggere lo può trovare QUI.

L’acqua rubata, dalla mafia alle multinazionali

Filed under: Cultura, Notizie — Giacomo at 1:00 am on Friday, November 27, 2009

por Vauro“In Sicilia si fanno processioni e cerimonie religiose per invocare la pioggia, ma quando c’è la pioggia bisogna svuotare le dighe”.

Un testo del 2001 a cura di Umberto Santino tratto dal sito del Centro Siciliano di Documentazione “Giuseppe Impastato”. Una riflessione attuale sull’appetitoso mercato dell’acqua in Italia che si inserisce nella discussione sulla recente approvazione della nuova legge che obbliga al passaggio alla gestione privata delle reti idriche nell’arco di tre anni (DL 135/2009, articolo 15). La mafia è forse l’impresa più solida attualmente in Italia. È legittimo quindi chiedersi quale saranno gli interessi di questa e quali garanzie verranno date contro l’infiltrazione mafiosa nel settore acque.

“La grande “sete di Palermo” del 1977-78 fu l’occasione per l’apertura di un’inchiesta sulle fonti di approvvigionamento idrico nell’agro palermitano. Tra le poche fonti informative esistenti c’era la Carta delle irrigazioni siciliane redatta nel 1940 dalla sezione di Palermo del Servizio idrografico del Ministero dei lavori pubblici, da cui risultava “un aggrovigliarsi di usi di acque delle più diverse provenienze” e individuava 114 sorgenti e 600 pozzi che prelevavano l’acqua dalla pingue falda freatica. Un documento più recente, del 1973, redatto dall’Ente sviluppo agricolo (Esa) rilevava l’esistenza di 1.469 pozzi che attingevano alla falda freatica nella fascia costiera.

Queste acque sotterranee per la grande rilevanza che avevano per il soddisfacimento del fabbisogno idrico della città e delle campagne avrebbero dovuto essere inserite nell’elenco delle acque pubbliche, invece vengono lasciate sfruttare dai privati e in prima fila sono i più noti rappresentanti dell’associazione mafiosa. A dire del magistrato che condusse l’inchiesta, il pretore Giuseppe Di Lello, il criterio nella redazione degli elenchi delle acque pubbliche è il “rispetto” delle acque private. Nel Prga (Piano regolatore generale degli acquedotti) redatto dal Ministero dei lavori pubblici e approvato nel 1968 figuravano solo 13 pozzi, di cui due salini e quattro in via di esaurimento per impoverimento della falda, mentre non c’era traccia dei pozzi ricchissimi d’acqua gestiti dai Greco di Ciaculli, una delle dinastie mafiose più note, e da altre famiglie mafiose: i Buffa, i Motisi, i Marcenò, i Teresi.

Ovviamente la falda freatica andava impoverendosi per il vero e proprio saccheggio perpetrato dai privati e in particolari dai mafiosi e in molti pozzi era già in stato avanzato l’intrusione di acqua marina che ne rendeva impossibile l’uso. L’acqua dovrebbe essere un bene pubblico, invece l’Azienda municipale acquedotto di Palermo (Amap) prende in affitto i pozzi dei privati e negli anni ‘70 il Comune di Palermo paga quella che dovrebbe essere la sua acqua circa 800 milioni l’anno. Particolare significativo: i privati per scavare i pozzi si servono dei mezzi dell’Esa, cioè di un ente pubblico, e con modica spesa realizzano affari consistenti. L’Amap, alla ricerca di nuove acque, trivella le zone povere d’acqua, lasciando le zone più ricche al monopolio dei privati.

Le responsabilità di tale situazione sono state chiaramente individuate, ai vari livelli: dal Ministero dei lavori pubblici all’Assessorato regionale, al Provveditorato per le opere pubbliche, all’Ufficio del Genio civile e, ovviamente, all’Amap. Alcuni fatti costituivano reato e gli atti vennero inviati alla Procura della Repubblica ma l’inchiesta non ebbe seguito.

Un’altra inchiesta condotta nel 1988 si concludeva con il rinvio a giudizio di vari mafiosi, di proprietari di pozzi e di alcuni tecnici, ma il processo si concluse con una serie di assoluzioni”. [...]

Leggi tutto sul sito del Centro Siciliano di Documentazione “Giuseppe Impastato”.

20 anni della Convenzioni Internazionale per i diritti dell’infanzia

Filed under: Diario, Notizie — Francesca at 7:15 pm on Sunday, November 22, 2009

Giovedì 19 novembre ha compiuto 20 anni la Convenzione Internazionale sui diritti dell’Infanzia. Questo testo, proposto dall’Onu e firmato oramai da 193 paesi (ma all’appello mancano gli Stati Uniti e la Somalia) è giuridicamente vincolante e mira a proteggere una delle categorie più vulnerabili: l’infanzia, dagli 0 ai 18 anni. La Convenzione è caratterizzata da 54 articoli e due protocolli opzionali che enumerano diritti fondamentali come il diritto alla vita e alla sopravvivenza, il diritto allo sviluppo, il diritto a essere protetti e tutelati e il diritto a partecipare a una vita familiare, sociale e culturale.
In questi 20 anni la situazione dell’infanzia a livello mondiale è migliorata per certi aspetti, le cifre indicano che la mortalità infantile è diminuita e anche la scolarizzazione è aumentata. Però rimangono grandi problemi come quello del propagarsi del HIV tra i giovanissimi, l’abbandono scolastico prima di terminare gli studi, l’aumento dei bambini che per sopravvivere o per contribuire all’economia familiare devono lavorare in condizioni terribili.
Questi sono problemi molto forti in un paese come la Bolivia dove ogni anno più del 5% dei ragazzi iscritti a scuola abbandonano le loro classi, dove ancora nel 2001 il 20% della popolazione in età scolastica (6-17 anni) non frequentava nessun istituto scolastico, dove il 10% della popolazione attiva economicamente ha tra i 7 e i 17 anni, dove ancora nel 2007 il 60% della popolazione era considerata povera e il 37% estremamente povera e quasi la metà della popolazione ha meno di 20 anni. In Bolivia la mortalità infantile è ancora alta, 45 bambini su mille non raggiungono il primo anno (in Svizzera sono 4 e in Italia poco più di 5).
Per ricordare nel migliore dei modi questa data tanto importante e sensibilizzare il più possibile la popolazione verso le problematiche dell’infanzia, “educar es fiesta” ha partecipato insieme ad altre istituzioni che si occupano della protezione dell’infanzia all’organizzazione di diverse attività svolte durante tutta la settimana in diverse zone di Cochabamba. Per esempio domenica 15 novembre nel barrio “Taquiña Central” dove si sviluppa uno dei progetti di “educar es fiesta”, è stata organizzata una feria educativa dove diverse istituzioni, tra le quali anche anche pubbliche, hanno potuto presentare il loro lavoro in favore dell’infanzia e distribuire materiale in favore della prevenzione contro l’abuso. In diverse scuole si è presentato un piccolo spettacolo teatrale. Giovedì 19 nella piazza principale si sono riunite tutte le organizzazioni e “educar es fiesta” che con il suo gruppo di tamburi ha guidato una marcia che ha fatto il giro del centro città richiamando l’attenzione della popolazione. Infine venerdì 20 ci siamo recati alla prefettura di Cochabamba (il governo regionale) per consegnare alle autorità politiche la proposta dei bambini di Cochabamba per la nuova costituzione regionale. Infine, lo stesso giorno si è presentata la prima del nuovo spettacolo dell’elenco artistico di “educar es fiesta”. Questo spettacolo è liberamente tratto dal racconto “Il piccolo principe” e sensibilizza all’attenzione verso l’infanzia.

Il testo della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia lo trovate QUI.

Bollettino Agua Hacia el sur n. 6

Filed under: Diario — Giacomo at 9:57 pm on Monday, November 9, 2009

È uscito l’ultimo bollettino di Agua hacia el Sur (letteralmente “Acqua verso sud”). Il bollettino viene pubblicato da Asica Sur, che è l’associazione che riunisce gran parte dei sistemi comunitari di distribuzione dell’acqua del Sud di Cochabamba, con l’appoggio tra gli altri anche di Agua Sustentable.

Nel numero 6 viene presentato lo studio sullo stato qualitativo delle risorse idriche sotterranee sfruttate da gran parte di questi sistemi, prodotto da Agua Sustentable con il mio appoggio. Questo studio ha fatto rapidamente il giro non solo del sud di Cochabamba (dove mi hanno detto che veniva distribuito fotocopiato!) ma anche al nord della cittá, dove è stato preso a supporto delle richieste di chiusura della discarica di K’ara K’ara anche dal gestore di Semapa (l’ente municipale che gestisce la rete acquedottistica di Cochabamba), forzosamente fatto dimettere la settimana passata. Non è certamente uno studio esauriente, che al contrario lascia parecchi dubbi ancora da chiarire, ma è entrato in pieno nelle accese discussioni in corso tra i beneficiari dei sistemi d’acqua, legittimamente intimoriti dal progressivo calo della disponibilità di acqua e dalla sempre più scarsa qualità, dai gruppi “pro-chiusura K’ara K’ara”, che hanno trovato alcuni indizi della peraltro scontata contaminazione prodotta dal botadero, ed ora anche dal (ex) gerente di Semapa che, denunciando i processi di contaminazione evidenziati, si è scontrato con la gestione dell’alcalde attuale e della impresa municipalizzata di gestione dei rifiuti solidi.

Uno degli obiettivi era alimentare la discussione, possibilmente costruttiva, e sembra che in qualche modo ci siamo riusciti. Il testo è in spagnolo ma è di facile comprensione. Il documento in qualità un po migliore lo potete scaricare QUI.

Post più vecchi »